sabato 9 luglio 2011

Un'ondata di eventi eccezionali
Si verificano almeno un paio di volte l’anno. I disagi sono enormi eppure continuiamo a rivestirli di eccezionalità

 Da Inchiostro n. 67 del 9 luglio 2011 - pagina 3


Sottopassaggio di via Alighieri
Eccezionale, che strana parola. Può essere utilizzata in più contesti, dare l’idea di qualcosa di magnifico, eccelso, sopra ogni altra cosa e al tempo stesso descrivere un fenomeno, un evento che di normale (in positivo o in negativo) ha poco. Fa eccezione. Non è un evento eccezionale il Natale, che cade una volta l’anno, nemmeno le Olimpiadi, che arrivano ogni quattro. L’evento eccezionale è il passagio di una cometa che si rende visibile una volta ogni 75 anni, un terremoto che distrugge una città, perché imprevedibile e spesso inaffrontabile. E allora perché ogni anno, anche due o tre volte nell’arco di dodici mesi, quando la Riviera finisce sott’acqua sentiamo parlare di “evento eccezionale”, di “situazioni imprevedibili” e di tutta una sfilza di aggettivi simili. La domanda però sorge spontanea: perchè si verificano le conseguenze di questi eventi eccezionali? Nella maggior parte dei casi perché arriva troppa acqua e fogne e scarichi vanno in tilt, non sono in grado di accoglierla tutta e la rigettano in strada. Le conseguenze di questi imprevedibili acquazzoni estivi che esistono dalla notte dei tempi sono evitabili? Se la matematica non è un’opinione basterebbe rimettere mano, volta per volta, a tutti gli impianti fognari, le  condutture e gli scarichi, almeno dove si riesce ad arrivare.
Via Calatafimi, pieno centro
Non è un lavoro facile nè dal punto di vista logistico nè da quello economico. Ma dobbiamo prendere atto del fatto che non è davvero più possibile andare avanti così. Tra la primavera, l’estate e l’autunno i problemi sono sempre gli stessi: mezz’ora di pioggia e tutto si allaga, tutto si paralizza e ognuno è costretto a tenersi i cocci di danni a volte estremamente fastidiosi perchè siamo di fronte ad “eventi eccezionali”. A sentire certe frasi verrebbe quasi da chiedere lo stato di calamità naturale se non avessimo il fondato timore di essere presi per pazzi perché se le fogne, in Riviera, sono ferme al secolo scorso la colpa non è certo della natura.

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