sabato 23 luglio 2011
lunedì 18 luglio 2011
La confusione del secondo mandato
Da Inchiostro del 16.07.2011
Lo abbiamo ampiamente detto, ci sono state delle scelte difficilmente comprensibili, politicamente parlando, nella manifattura della nuova giunta che dovrà governare la città per i prossimi cinque anni. Ma tutto inevitabilmente ha avuto un seguito che si chiama confusione. O almeno così ci appare. La confusione del patatrac delle commissioni consiliari, obiettivamente viziate dalla voce grossa di chi, scontentato in fase di distribuzione degli assessorati, dovevain qualche modo essere risarcito del torto subito. Confusione nei comportamenti dei nuovi arrivati con comunicati stampa dove l’opposizione parla del presidente del consiglio comunale impegnato a trattare con elementi extra consiliari ed accusato di lasciar condurre il gioco delle commissioni dai vertici comunali del Pd. Confusione quando non si riconoscono i ruoli parlando, ad esempio, di abusivismo commerrciale con il sindaco che tuona contro i commercianti che da anni protestano e che, da anni, continuano a vedere sempre le stesse scene e che ora minacciano plateali forme di protesta. Nessuno deve “farsi giusitiza da sè”, ma addirittura prendersela con quella che, comunque, rappresenta la parte lesa sembra eccessivo. Confusione, appunto, come quando a metà luglio ci si trova di fronte al dilemma chiamato Notte Bianca. Giusto, continuiamo a ribadirlo, il comportamento della Sorge e di Urbinati di mantenere la linea “dura”, virgolette d’obbligo perché in diecimila euro regalati alla manifestazione e negli straordinari pagati al personale per la Notte Bianca di duro c’è davvero poco. Giusto si ma, forse occorreva annunciare prima la decisione o quantomeno comunicare alle varie associazioni che usufruiscono di questo genere di contributi che i tempi erano cambiati. Lo si poteva fare anche in campagna elettorale. Non ridete, per favore. Confusione, come quando a metà luglio non si sa ancora cosa fare dei Summer Games e non ci si rende conto che Ferragosto è davvero dietro l’angolo. Confusione come quando si parla di piogge e allagamenti. Confusione perché in campagna elettorale, tra il 2006 e il 2011 ne abbiamo sentite di cotte e di crude eppure la città continua ad allagarsi e, anzi, le cose vanno sempre peggio. Confusione possibile però, va detto, grazie anche al lavoro di una opposizione che invece di tener fede al suo nome, sceglie la via dell’abbandono (di protesta ma pur sempre abbandono) che metterà la maggioranza in condizione di sminuire le critiche provenienti dal centro destra.
sabato 16 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
Un'estate in punta di penna
Decine di autori in Riviera. Arrivano anche Luca Goldoni e Gherardo Colombo
Da Inchiostro n.67 del 9 luglio 2011
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| Luca Goldoni |
Tra Incontri con l’Autore e Scrittorisotto le Stelle, l’estate 2011 vedrà scendere una pioggia di libri e di grandi nomi della letteratura sulla Riviera. Dopo l’avvio, con Valeria Montaldi ed Emanuele Filiberto, gli incontri riprenderanno il 13 luglio con Gherardo Colombo che presenterà alla Palazzina Azzurra il suo “Educare alla Legalità”. Giovedì 14 luglio, allo chalet Progresso sul Mare, arriverà invece Giulio Lambertelli con il suo “Evoluzione storica dell’idea di Dio”. Venerdì 15 luglio in Palazzina Azzurra ci sarà invece Maria Pia Veladiano con “La Vita Accanto” mentre martedì 19 luglio il magistrato Fernando Imposimato ed il giornalista Sandro Provvisionato presenteranno “Attentato al Papa”. All’hotel Calabresi, mercoledì 20 luglio, Marco Polillo presenta “Il ponte sul lago” e nello stesso giorno Ambra Gaudenzi, al circolo nautico, presenterà il suo “Amiche in alto mare”. Il 22 luglio, al circolo tennis Maggioni andrà invece in scena uno dei principali appuntamenti, quello con Luca Goldoni che presenterà la sua ultima fatica “Meglio tardi che mai”.
sabato 9 luglio 2011
E stiamo ancora a parlare di poltrone
Situazione quasi comica con maggioranza e opposizione sempre più lontane dal cittadino
Da Inchiostro n. 67 del 9 luglio 2011 - pagina 2
Sembra quasi di assistere ad una partita di pallone organizzata alla buona tra due squadre di bimbi e di vedere la prima squadra che allarga e stringe le porte in base alla necessità e la seconda che invece di continuare a giocare punta i piedi e se ne va, senza ottenere nulla perchè comunque il pallone ce l’hanno gli avversari. La maggioranza ha predicato fiumi di buoni propositi allargando la giunta e assegnando la presidenza del consiglio comunale al nuovo polo, alias Udc alias (ex?) opposizione. Nessuno ha parlato di laboratorio e men che meno di allargamento della maggioranza. Solo di una sorta di apertura a tutte le forze consiliari, quindi anche alla minoranza. Poi si arriva alla commissione e il Pd punta i piedi togliendo la presidenza dell’Urbanistica all’opposizione. La porta, insomma, è stata stretta. Polemiche doverose del Pdl che poi fa un bell’autogol dando seguito alla minaccia di abbandonare le commissioni consiliari. Gli esponenti del partito di minoranza lo hanno detto in settimana e ribadito nel corso del consiglio comunale di giovedì pomeriggio. Il messaggio che passa, al di là delle polemiche e delle motivazioni che ognuno porta, sembra davvero essere quello della partitadi pallone. E allora viene da chiedersi dove siano finiti tutti quei propositi di servire la città manifestata da ambo le parti in campagna elettorale e tutti quei proclami di una politica nuova se la maggioranza apre e chiude le porte a proprio piacimento da perfetto padrone assoluto di casa e l’opposizione prima punta il dito e poi, per protesta, se ne va. In che modo queste persone, da una parte e dall’altra, pensano di fare davvero gli interessi dei cittadini sambenedettesi? E’ passato oltre un mese dalle elezioni e stiamo ancora parlando di poltrone date ad uno e rifiutate all’altro. Ognuno per sè ragazzi, che il dio Comune c’è solo per pochi.
Sembra quasi di assistere ad una partita di pallone organizzata alla buona tra due squadre di bimbi e di vedere la prima squadra che allarga e stringe le porte in base alla necessità e la seconda che invece di continuare a giocare punta i piedi e se ne va, senza ottenere nulla perchè comunque il pallone ce l’hanno gli avversari. La maggioranza ha predicato fiumi di buoni propositi allargando la giunta e assegnando la presidenza del consiglio comunale al nuovo polo, alias Udc alias (ex?) opposizione. Nessuno ha parlato di laboratorio e men che meno di allargamento della maggioranza. Solo di una sorta di apertura a tutte le forze consiliari, quindi anche alla minoranza. Poi si arriva alla commissione e il Pd punta i piedi togliendo la presidenza dell’Urbanistica all’opposizione. La porta, insomma, è stata stretta. Polemiche doverose del Pdl che poi fa un bell’autogol dando seguito alla minaccia di abbandonare le commissioni consiliari. Gli esponenti del partito di minoranza lo hanno detto in settimana e ribadito nel corso del consiglio comunale di giovedì pomeriggio. Il messaggio che passa, al di là delle polemiche e delle motivazioni che ognuno porta, sembra davvero essere quello della partitadi pallone. E allora viene da chiedersi dove siano finiti tutti quei propositi di servire la città manifestata da ambo le parti in campagna elettorale e tutti quei proclami di una politica nuova se la maggioranza apre e chiude le porte a proprio piacimento da perfetto padrone assoluto di casa e l’opposizione prima punta il dito e poi, per protesta, se ne va. In che modo queste persone, da una parte e dall’altra, pensano di fare davvero gli interessi dei cittadini sambenedettesi? E’ passato oltre un mese dalle elezioni e stiamo ancora parlando di poltrone date ad uno e rifiutate all’altro. Ognuno per sè ragazzi, che il dio Comune c’è solo per pochi.
Notte Bianca
La giusta fermezza del Comune che non può investire al posto dei commercianti
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| Notte Bianca 2010 |
Da Inchiostro n. 67 del 9 luglio 2011 - pagina 2
E’ un po’ quel modo tutto italiano di fare le cose. Un evento che serve solo al commercio, perché di questo si tratta, che deve essere sovvenzionato dal Comune. E finchè le vacche sono state grasse poteva anche andare ma ora, che si taglia di tutto e di più, la Notte Bianca non poteva certo continuare a percepire tutti quei soldi. 25 mila euro, mica bruscolini. Per ripetere sempre lo stesso copione: gente che affolla le vie del centro e che compra, che mangia e che beve. Che spende, insomma, in bar negozi e locali vari che incassano grazie ad una manifestazione di promozione commerciale finanziata da soldi pubblici. Un ragionamento che di grinze ne fa tante. C’è qualcosa che non va. Il segnale di fermezza lanciato dall’amministrazione che ha notevolmente ridotto il contributo elargito negli anni passati abbassandolo fino a diecimila euro è un segnale positivo che arriva dalla politica. La nuova amministrazione, sotto questo punto di vista, parte bene. Margherita Sorge e Fabio Urbinati esordiscono con quel tipo di scelte che possono sembrare impopolari ma che di certo sono funzionali ad un miglior utilizzo delle risorse pubbliche. Era ora, aggiungiamo.
E’ un po’ quel modo tutto italiano di fare le cose. Un evento che serve solo al commercio, perché di questo si tratta, che deve essere sovvenzionato dal Comune. E finchè le vacche sono state grasse poteva anche andare ma ora, che si taglia di tutto e di più, la Notte Bianca non poteva certo continuare a percepire tutti quei soldi. 25 mila euro, mica bruscolini. Per ripetere sempre lo stesso copione: gente che affolla le vie del centro e che compra, che mangia e che beve. Che spende, insomma, in bar negozi e locali vari che incassano grazie ad una manifestazione di promozione commerciale finanziata da soldi pubblici. Un ragionamento che di grinze ne fa tante. C’è qualcosa che non va. Il segnale di fermezza lanciato dall’amministrazione che ha notevolmente ridotto il contributo elargito negli anni passati abbassandolo fino a diecimila euro è un segnale positivo che arriva dalla politica. La nuova amministrazione, sotto questo punto di vista, parte bene. Margherita Sorge e Fabio Urbinati esordiscono con quel tipo di scelte che possono sembrare impopolari ma che di certo sono funzionali ad un miglior utilizzo delle risorse pubbliche. Era ora, aggiungiamo.
Un'ondata di eventi eccezionali
Si verificano almeno un paio di volte l’anno. I disagi sono enormi eppure continuiamo a rivestirli di eccezionalità
Da Inchiostro n. 67 del 9 luglio 2011 - pagina 3
Eccezionale, che strana parola. Può essere utilizzata in più contesti, dare l’idea di qualcosa di magnifico, eccelso, sopra ogni altra cosa e al tempo stesso descrivere un fenomeno, un evento che di normale (in positivo o in negativo) ha poco. Fa eccezione. Non è un evento eccezionale il Natale, che cade una volta l’anno, nemmeno le Olimpiadi, che arrivano ogni quattro. L’evento eccezionale è il passagio di una cometa che si rende visibile una volta ogni 75 anni, un terremoto che distrugge una città, perché imprevedibile e spesso inaffrontabile. E allora perché ogni anno, anche due o tre volte nell’arco di dodici mesi, quando la Riviera finisce sott’acqua sentiamo parlare di “evento eccezionale”, di “situazioni imprevedibili” e di tutta una sfilza di aggettivi simili. La domanda però sorge spontanea: perchè si verificano le conseguenze di questi eventi eccezionali? Nella maggior parte dei casi perché arriva troppa acqua e fogne e scarichi vanno in tilt, non sono in grado di accoglierla tutta e la rigettano in strada. Le conseguenze di questi imprevedibili acquazzoni estivi che esistono dalla notte dei tempi sono evitabili? Se la matematica non è un’opinione basterebbe rimettere mano, volta per volta, a tutti gli impianti fognari, le condutture e gli scarichi, almeno dove si riesce ad arrivare.
Non è un lavoro facile nè dal punto di vista logistico nè da quello economico. Ma dobbiamo prendere atto del fatto che non è davvero più possibile andare avanti così. Tra la primavera, l’estate e l’autunno i problemi sono sempre gli stessi: mezz’ora di pioggia e tutto si allaga, tutto si paralizza e ognuno è costretto a tenersi i cocci di danni a volte estremamente fastidiosi perchè siamo di fronte ad “eventi eccezionali”. A sentire certe frasi verrebbe quasi da chiedere lo stato di calamità naturale se non avessimo il fondato timore di essere presi per pazzi perché se le fogne, in Riviera, sono ferme al secolo scorso la colpa non è certo della natura.
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| Sottopassaggio di via Alighieri |
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| Via Calatafimi, pieno centro |
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